Provvidenze economiche per le persone con sindrome di Down

Le provvidenze economiche sono dei benefici economici che il legislatore riconosce agli invalidi civili a seconda del giudizio contenuto nel verbale rilasciato dalle Commissioni mediche della ASL.
L’iter di accertamento spetta quindi formalmente alla Commissione Medica della ASL mentre da gennaio 2010 è stata conferito all’INPS il potere di verifica e rettifica dei verbali emanati.
Questa attribuzione all’INPS, per i verbali emessi dal dicembre 2010, riguardanti le persone con sindrome di Down, non è affatto secondaria.

Infatti l’INPS con proprio messaggio n. 31125 del 9 dicembre 2010 stabilisce che ” nei confronti dei soggetti affetti da sindrome di Down, interessati da accertamenti sanitari per invalidità civile, deve essere riconosciuto il  diritto all’indennità di accompagnamento e deve essere  applicato, ove possibile, il DM 2 agosto 2007, sia in fase di verifica ordinaria, sia in fase di verifica  sulla permanenza dei requisiti sanitari. In tali contingenze, anche su base meramente documentale, gli interessati devono essere esclusi da qualsiasi visita di controllo sulla permanenza dello stato invalidante, in conformità alla voce n. 9 dell’allegato al Decreto ministeriale citato.

Soffermandoci sulla prima parte del messaggio che riconosce l’ automatismo tra sindrome di Down e indennità di accompagnamento, se inizialmente potevano esserci perplessità circa la sua portata, oggi il quadro risulta molto più chiaro. Pur restando nella potestà delle Commissioni Mediche delle ASL emanare giudizi differenti è possibile ottenerne la modifica inviando una raccomandata all’INPS.
Infatti una prassi ormai consolidata prevede che la persona con sindrome di Down, ricevuto il verbale contenente un giudizio differente da quello che dà diritto all’indennità di accompagnamento (100% di inabilità lavorativa con necessità di assistenza continua, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita), può presentare una “istanza di riesame” secondo il principio di autotutela della Pubblica Amministrazione (art. 21-nonies L 241/1990) mediante una semplice raccomandata e vedersi riconosciuto il diritto all’indennità di accompagnamento.